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IXD23 è terminata. Ecco cosa ci portiamo a casa

Orgogliosi di aver sostenuto e partecipato ad Interaction Design 2023, ci portiamo a casa tante riflessioni sul modo di interpretare le sfide della modernità e nuove traiettorie per la nostra presenza svizzera.

Elena Zordan
General Manager Switzerland

10.03.2023 - 4 minuti di lettura

Partecipare a IXD23 significa esporsi al meglio dell'experience design globale: da sempre la conferenza si impegna a migliorare la condizione umana facendo progredire la disciplina, e così facciamo anche noi. Questo è il motivo per cui la sosteniamo, ogni volta che il suo peregrinare nel mondo la porta in aree prossime a noi. Quest’anno proprio a casa nostra, in Svizzera. 

Il valore straordinario di occasioni come questa sta nelle persone e nelle loro idee: relatori di spicco e una comunità del design appassionata. Gli spunti di pensiero sono stati tanti e i dibattiti che si sono intrecciati nel folto gruppo di noi che ha seguito la conferenza altrettanto vivaci.

Tre ispirazioni per progettisti consapevoli

Lead designer Stefano Greco ha riportato una copertura puntuale e informata degli speech a beneficio dello studio e di chi ci legge. Abbiamo selezionato alcuni tra gli speech più rilevanti dal nostro punto di vista:

Natural interaction e una nuova agenda per il design

Il talk di Stijn Ossevoort sull’interazione naturale è stato molto stimolante. Citando le sue parole, “le persone sono naturalmente equipaggiate per funzionare in un ambiente ben lungi dall’essere perfetto”. Questa provocazione ha portato alla progettazione di diversi oggetti che utilizzano dati e informazioni per interagire con chi li usa.

Come facciamo noi designer a comprendere l’ambiente circostante per progettare interfacce sempre più naturali e inclusive? Questa domanda è sulla stessa lunghezza d’onda dello speech di Marihum Pernia, la quale propone una riflessione sul ruolo del designer. “The word design is still the same. The act of design has been disrupted.”

Quali sono gli impatti in ambito etico e tecnologico del lavoro del designer che ha un ruolo di collaborazione all’interno e all’esterno di una società, di cui si deve fare ambasciatore, orchestratore di sistemi interconnessi, promotore di innovazioni strategiche e gestore di compartimenti aziendali complessi e a sé stanti?

Trasformare la società cambiando i nostri strumenti di lavoro.  

Il talk di Jack Holmes ci ha fatto riflettere sul nostro lavoro di designer grazie a una considerazione banale quanto determinante: chi progetta gli strumenti con i quali le persone lavorano non fa il lavoro per il quale quello strumento deve essere usato. Nella nostra cerchia del design, abbiamo la fortuna di usare strumenti per la progettazione pensati dai designer stessi.

Ma quando realizziamo il software per un’altra professione, così come quando progettiamo un’interfaccia per un servizio, dobbiamo sempre tenere in considerazione la frustrazione che l’utente finale potrebbe provare nell’usare uno strumento progettato da qualcuno che non fa davvero il suo lavoro. Il design può avere un concreto impatto non tanto sulla progettazione degli strumenti del lavoro, quanto sulla trasformazione del modo stesso in cui lavoriamo. La ricerca sugli utenti e la misurazione dei risultati che otteniamo come designer è quindi determinante per il successo del nostro lavoro.

A proposito di frustrazione lavorativa e di ricerca, nel talk “Designers enable a great developer experience”, Tila Leppänen espone il punto di vista su come il lavoro dei developer può migliorare attraverso le ricerca sugli utenti e l’analisi da parte dei designer dello user journey e di tutti i suoi passaggi.

Spatial Interaction - (ri)definire la relazione tra esseri umani e computer nello spazio fisico

Interessante, concreto e approfondito questo intervento che illustra il lavoro di Google nel campo dello spatial design. Hideaki Matsui si interroga sull’opportunità di reinterpretare come la tecnologia dovrebbe assecondare le necessità dell’essere umano.

Anche in questo caso, come nel talk di Corral sull’interazione delle persone in uno spazio virtuale, le ‘gestures’ sono state protagoniste. La “Zone based interaction” si basa su punti: volto dell’utente, in relazione alla prossimità, le gestures e la direzione dello sguardo dell’utente. Queste variabili influiscono su come l’utente interagisce con l’interfaccia.

Tra gli esempi mostrati, Matsui mostra come l’interfaccia del meteo del Google Assistant cambia di dimensione e densità delle informazioni a seconda della distanza dell’utente da essa. Un interessante punto di vista che offre anche spunti legati al tema dell’accessibilità.

L’indice degli argomenti è chiaro, ora bisogna applicare i principi 

Lo scopo principale di una conferenza come Interaction è ispirare, offrire idee che stimolino una discussione, definire una linea di pensiero comune a cui i designer si possano riferire. I temi emergenti sono evidenti (AI, Natural Interaction, Spatial Design, Etica) e il livello con cui questi vengono trattati è alto, un po’ astratto.  

Abbiamo percepito tanto coinvolgimento ideale, a tratti anche politico, nel posizionare il design come un’entità che plasma i consumi, le opinioni delle persone, la società e attraverso questi le traiettorie di cambiamento dell’intero genere umano e - ultimamente - non solo. 

Tuttavia, si percepisce anche un scostamento tra la dimensione ideale e la sua traduzione pratica: come leggere un indice dettagliato di un libro bellissimo, ma che necessita l’impegno di tutti, anche nostro, per scriverne le pagine e arrivare a delle conclusioni. 

Etica, sostenibilità, beyond human, e intelligenza artificiale sono i temi di cui ci dobbiamo occupare, ma che bisogna tradurre in lavoro quotidiano e scelte progettuali insieme ai nostri clienti.

Sustainably designed by Sketchin, built by Materie Unite

Materials: 95% recycled cardboard fully recyclable | 3% aluminium | 1% Greencast (100% recycled acrylic) | Linoleum floor 100% natural | LED lights

Progettare nel tempo

Abbiamo partecipato a IXD23 raccontando il nostro metodo progettuale attraverso uno stand realizzato per l’occasione. Al suo interno, abbiamo incontrato nuovi e vecchi amici, condiviso progetti e idee focalizzandoci su un approccio che colloca le sfide di design e di business all’interno dell’orizzonte temporale in cui sono più rilevanti, tenendo ben presente che un approccio proattivo al futuro ha più opportunità di successo. 

Il futuro non ha valore di per sé, ma diventa rilevante quando lo usiamo per orientare il presente e individuare come cambiare in meglio. Per ottenere il massimo valore dal design dell'esperienza, devono essere presenti contemporaneamente due condizioni specifiche: tendenze solide e volatilità del mercato.

Attraverso i Design Futures e insieme ai nostri clienti, interpretiamo i segnali sociali e di settore per identificare le sfide da affrontare.

Nuove opportunità per il mercato elvetico

Sketchin crede che una collaborazione eccezionale tra professionisti e studi di design possa favorire esplorazioni preziose e far progredire la pratica del design verso nuovi orizzonti. IXD23 è un luogo ideale per questo e siamo lieti di averne fatto parte. 

IXD23 segna la nostra presenza a Zurigo e oltre e nei mesi a venire saremo presenti per discutere idee e incontrare persone nei numerosi eventi futuri.

Scrivici per scoprire come progettare per far vivere alle persone esperienze al di sopra delle loro aspettative.